Per Gramsci | Perugia 2008


"Campeggia nella storia la statura di Antonio Gramsci che, recluso per undici anni, è simbolicamente l'oggetto delle persecuzioni contro la libertà di pensiero di ogni tempo. Il suo profilo umano e morale è tratteggiato dall'istallazione di Colombo Manuelli che si effonde con un singolare sforzo linguistico.

Possiamo scorgere, nelle forme, una sorta di corrispondenza tra il pensiero politico di Antonio Gramsci e l'agire artistico di Colombo Manuelli: entrambi attraverso impianti essenziali, semplici, quasi obbligati, puntano alla perfezione classica, l'uno dell'umanità, l'altro della sua rappresentazione. Un incontro che avviene attraverso pochi metri di pietra serena; un appuntamento per la libertà. I conci d'arenaria racchiudono a fatica, con maglie irregolari la formidabile potenza dell'idea, in un punto il muro cede, il pensiero sconnette la pietra, la proietta a terra oltre sé, al di qua e al di là; l'idea circola all'interno e va a parlare al mondo. L'allusione alla durata della prigionia, con l'apertura all'undicesimo filare, non è casuale.

Cittadino ideale della Perugia del XX giugno, il fondatore del Partito Comunista è celebrato in uno spazio che racchiude un'inerzia pietosa di una gloriosa identità civica. All'ombra della desolata ciminiera, assediata da un'urbanistica aggressiva e stravolgente, che sussulta non come una mera nostalgia, bensì testimonianza residuale di una storia cittadina. Ad essa si affianca l'opera che fa urlare la materia inerte e la fa solidale e complice del perenne anelito di libertà dell'uomo, che resiste alle sopraffazioni e che costituisce un baluardo contro l'insofferenza del potere al pensiero divergente.

C'è nel lavoro di Colombo una straordinaria passione civile e un'etica cristallina, nemmeno corrotta dalla pur legittima ricerca estetica. Esso punta dritto al cuore con essenzialità di linguaggio ed onestà, è intriso da un sano senso pedagogico ed è espresso con un ritmo e una misura che scandiscono e inalveano artisticamente l'irruenza di un ardente sentimento."


ENRICO SCIAMANNA - Giugno 2008