PERCORSO DI UNA RICERCA


2006

a) MATERIA - ENERGIA

L'osservazione, la riflessione sul formarsi, dissolversi e riprodursi dei fenomeni naturali, ha orientato fin dalla metà degli anni 50 la mia attività artistica.

Tagliavo e saldavo tondini in ferro per costruire, nello spazio, intrecci spontanei che catturavano la luce senza dimensionarla.

Usavo il materiale per liberare energia ignorando piani, rilievi, superfici.

La sapienza e la potenza tecnica del linguaggio plastico, affermatosi nei secoli trascorsi, era estranea al mio lavoro.





b) ORDINE - CAOS

L'esperienza americana del soggiorno newyorkese del 1961/62 documentata nell'opera "Memoria" realizzata subito dopo il rientro nel mio paese, segnò il passaggio all'acciaio inox ed all'utilizzo dei procedimenti tecnici necessari per il suo impiego.

L'uguaglianza formale dei moduli, il variare della luminosità del continuo: vuoto pieno della struttura tridimensionalmente conclusa, stabilivano un equilibrio dinamico perfetto.

Dopo gli anni 80' gli esemplari riprodotti, numerati e datati sono titolati "COSMOS". Dopo la partecipazione alla Biennale veneziana del 1966 e all'incontro Sanmarinese del 1967 iniziai una riflessione critica sui risultati ottenuti.


Alla crisi personale si aggiunse, l'anno successivo l'affermarsi, anche in Italia, del movimento culturale e politico del 1968. In poco tempo mi ritrovai coinvolto in avvenimenti, attività e situazioni inerenti la realtà delle ingiustizie sociali.

Il mio comportamento cambiò. Interruppi ogni rapporto con le vicende dell'arte, per dedicare tutto il tempo disponibile, oltre l'orario di insegnamento, alla militanza nelle organizzazioni extra parlamentari.

La strada intrapresa è stata lunga e impegnativa; alla mia famiglia, che ha sempre condiviso e sostenuto le mie scelte esistenziali, devo gratitudine e riconoscenza.


Nel 1980 conclusa l'esperienza politica, ripresi la produzione esponendo nella personale "Valori d'Uso", presentata dal critico Bruno Corà e allestita negli spazi storici della Rocca Paolina, diverse installazioni posizionate verticalmente o orizzontalmente a terra.

Indumenti e strumenti di lavoro, indossati e usati da studenti e operai, comunicavano la carica ideologica dell'operazione.

Il realismo ingenuo ed immediato delle immagini esprimeva la definitiva rinuncia all'astrattismo razionalista del periodo precedente. Non era comunque chiaro come proseguire il lavoro.

L'avversione per individualismo ed idealismo, ritenuti fonte di ogni forma di egoismo e ambizione personale, mi spingeva a rivolgere altrove la mia attenzione.


Per tutti gli anni '80 e '90 sperimentando diversi mezzi linguistici: dalla decontestualizzazione dell'oggetto al graffito e alla proiezione luminosa, ho cercato di imprimere un significato concreto ed oggettivo al mio operato.


Nel 2001, invitato a partecipare ad una collettiva cittadina, inserii in una agenda elettronica una sola frase, che il pubblico poteva fare apparire o scomparire. La scritta affermava:


"L'ordine domina il movimento, il movimento perpetua l'ordine"


Fu l'annuncio di una presa di posizione che non ho più abbandonato. Da allora, dopo ogni esperienza conclusa mi domando:


Cosa cerco? Cosa ho trovato?

c) ETERNITÀ - VERITÀ


Cerco la verità e in opposizione allo scetticismo, cinismo, nichilismo, prodotti da un apparato tecnologico asservito all'economia di mercato, ho trovato le ragioni estetiche, etiche e politiche per continuare a cercarla.


Dopo più di vent'anni nel 2006 ho riproposto negli stessi luoghi del 1980 la mostra: "Luce e Notte" curata dal critico Bruno Corà.

La mostra affidava a due installazioni l'interpretazione del concetto dell'infinita eternità del tutto contenuto nel fr 5 del poema parmenideo.

Al centro del pavimento del primo spazio apparivano in un cerchio luminoso le lettere del frammento mentre, dall'oscurità del secondo, il suono della risacca invitava il visitatore all'ascolto.

Dopo dieci anni, convinto dell'importanza di completare la conoscenza del pensiero di un vecchio "venerabile e terribile" dell'antichità, rivolgo la richiesta all'autorità cittadina di concedermi la disponibilità di tutto lo spazio espositivo della Rocca,per aggiungere a quanto esposto nel 2006 l'immagine olografica di un fossile collocato nel centro della Sala della cannoniera e circondato dalla diffusione incessante del suono del battito cardiaco. La mostra curata dal critico Enrico Sciamanna e titolata "Simultaneità" interpreta il testo del fr 9, nel quale si annuncia insistentemente l'uguaglianza tra tutte le cose.

Scopo dichiarato dell'iniziativa è di offrire ai visitatori un quadro rispondente all'universalità della concezione del filosofo di Elea.


Riflettendo sulle due esplicitazioni contenute nei frr 5 e 9: infinita eternità del tutto e uguaglianza tra tutte le cose si può affermare: tutto è uguale e contrario, l'eternità è uguaglianza; e l'unità e l'immutabilità dell'essere di Parmenide è verità.


L'altra ragione implica il pubblico e particolarmente chi visiterà la mostra. Sicuramente la visione e l'ascolto di immagini e suoni inconsueti possono immediatamente non convincere, ma sostando e pensando è nostra convinzione che il frastuono crescente, inquinante e angosciante che ci condiziona, lascerà spazio ad un recupero del vero senso della simultaneità del nostro destino: NASCERE E PERIRE SU QUESTA TERRA.


COLOMBO MANUELLI - 5 ottobre 2015